Berühmte Persönlichkeiten

S. EUSEBIO
Vescovo, martire e nostro patrono.

Nato in Sardegna tra la fine del III secolo e l'inizio del IV, si trasferisce a Roma dove frequenta la scuola e viene ordinato "lettore", diventando collega e condiscepolo di Liberio, futuro Papa.
Inviato nel Nord Italia al seguito di un delegazione pontifica, si ferma a Vercelli, già designata sede vescovile.
Il Papa S. Giulio approva l'elezione a protovescovo di Eusebio e la proclama a Roma il 15 dicembre del 345.
Il territorio affidatogli era talmente vasto da confinare ad oriente con le diocesi di Milano e Pavia, a settentrione ed occidente con le Alpi e a mezzogiorno col Mar ligure.
Fu il primo a dare l'esempio all'occidente del fatto che il principale dovere di un Vescovo fosse quello di formare un clero virtuoso ed istruito e che per farlo bisognava unire la vita monastica a quella clericale.
Di questo clero fecero parte San Gaudenzio, primo vescovo di Novara e San Eustaclio ed Elogio, protovescovi, rispettivamente di Aosta ed Ivrea.
Con appoggio dell'imperatore Costanzo, combatte gli Ariani che riuscirono però a mandarlo in esilio fino al 361, quando, attraverso un editto di Giuliano (successore di Costanzo) vennero liberati tutti gli esiliati e lui tornò ad essere Vescovo di Vercelli.
Morì il 1° agosto del 371 all'età di 70 anni e fu sepolto nella basilica da lui stesso edificata e successivamente per le sofferenze eroicamente sopportate a difesa della fede, la chiesa vercellese gli diede il titolo di martire, riconosciuto dall'autorità romana.

Festeggiamo la patronale di San Eusebio la prima domenica d'agosto con la tradizionale processione dove viene esposto il reliquiario di legno scolpito e dorato sul fondo rosso e con cristalli alla pareti contenente un osso del santo insieme ad altre 7 di altrettanti martiri e con al seguito, le due coppie di priori e le "csente" (nome canavesano che sta per focaccia), ceste lavorate ed infiorante portate sulla testa da sole donne, dove una volta all'interno vi erano le focacce da distribuire ai poveri.
La patronale di oggi non è solo la processione della domenica mattina ma anche una settimana di serate di buon cibo e musica che si conclude il martedì sera col tradizionale fritto misto alla pimontese.

ANGELO RICCA, "Stella"
ciclista partigiano morto il 1° maggio 1945

Nel 1973, viene consegnata, durante una pubblica manifestazione, alla presenza delle autorità civili, dei rappresentanti del comando partigiano e della giunta regionale, la croce al valor militare "alla memoria" :
"volontario in numerose operazioni di guerriglia, si dimostrava valoroso combattente. Nella fase finale della resistenza, caduto in un imboscata, offriva generosamente la vita per la liberazione di Ivrea"

Scrive Mario Pellizzari :
"Ricca era la staffetta impeccabile.
Abile corridore in bicicletta, lo si trovava ovunque in missione e sembrava si divertisse sulle salite della Serra e della Valchiusella.
Ovunque puntuale e preciso.
Giovane ventottenne alto e disposto, di non molte parole, ma sereno nel linguaggio.
Ricca era l'uomo di fiducia, l'uomo indispensabile, direi quasi, al buon andamento delle nostre formazioni.
Ottimo consigliere dei capi, ottimo ed onesto collaborator, mai si risparmiò per pigrizia e diede la sua opera dell'inizio alla fine della campagna.
A Ricca fu tolta la vita proprio quando l'impresa era compiuta.



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